L'avaro

Un Avaro in noir

Torna in scena la collaudata rilettura del classico di Molière a cura di Arturo Cirillo. Ventidue anni dopo il film, Silvio Orlando e Marina Massironi portano a teatro “Sotto banco” di Starnone. Al via a Milano Danae Festival. Il lituano Oskaras Koršunovas presenta il nuovo “Winter” di Jon Fosse. Il colombiano Gabriel Alvarez rivisita in chiave musicale “Mack is coming back” di Heiner MüllerRenato Palazzi


Il norvegese Jon Fosse è un maestro dell’introspezione, del non detto, delle minute sfumature dell’anima. In Inverno rappresenta due incontri fra un uomo e una donna: nel primo lei gli si offre, lo insegue, e lui le sfugge. Nel secondo la situazione si ripete, ma a parti invertite. Ad allestire il breve testo, al Teatro del Giglio di Lucca, è uno dei registi più interessanti della scena internazionale, il lituano Oskaras Koršunovas, in un singolare incontro fra culture. Gli attori sono l’italiano Marco Brinzi e la lituana italianizzata Ruta Papartyte. Il debutto domenica 30 marzo.

Si svolge da martedì 1 a domenica 6 aprile in diversi spazi milanesi – l’Out Off, il LachesiLab, il Teatro La Cucina – la sedicesima edizione del festival Danae, che avrà anche un proseguimento il prossimo novembre: questo programma primaverile comprende Diari d’accions dello spagnolo Pere Faura, A gesture that is nothing but a treat dei portoghesi Sofia Dias e Vítor Roriz, Voce Lattea di Francesca Proia, Isolario e Alberi con la compagnia “Le supplici” di Fabrizio Favale, Atlas Milano dei portoghesi Ana Borralho e João Galant.

Arturo Cirillo è un attore-regista capace di guardare alla tradizione con sensibilità tutta contemporanea e uno sguardo sempre fresco e innovativo. Lo ha confermato, poche settimane fa, la sua messinscena di Zoo di vetro di Tennessee Williams. Ora Cirillo torna a Milano con uno spettacolo collaudato, L’avaro di Molière (nella foto), uno degli autori prediletti, da lui più volte affrontato con una verve totalmente napoletana: è un Avaro rivissuto in chiave noir, arruffato e ripiegato come un vecchio barbone, despota in una cupa casa-corridoio. Al Teatro Carcano, da mercoledì 2 aprile.

Mack is coming back parte dalla feroce riscrittura moderna, firmata nel 1971 da Heiner Müller del Macbeth shakespeariano, calato nella paura e nella violenza dei nostri tempi. Il regista colombiano Gabriel Alvarez, col ginevrino Théâtre du Galpon, lo propone in una chiave lividamente musicale, in uno stile a metà tra l’opera, il cabaret espressionista tedesco e il musical americano, con arie alla Kurt Weill eseguite dal vivo da un’orchestra e da un coro. Lo spettacolo debutta giovedì 3 alle Limone Fonderie Teatrali di Moncalieri, nella stagione dello Stabile di Torino.

Confinati in una palestra puzzolente in mancanza di una sala professori, prigionieri delle loro frustrazioni, gli insegnanti di un istituto superiore si misurano col crollo delle proprie illusioni: gli allievi sono dei teppisti somari, i colleghi dei falliti, i consigli di classe dei funerei riti per consumare meschine ripicche. Domenico Starnone, docente-scrittore, in Sotto banco rappresentava, fra comicità e disperazione, lo sfascio della scuola italiana. Lo spettacolo, allestito nel ’92 da Daniele Luchetti, viene ora riproposto col protagonista di allora, Silvio Orlando, affiancato da Marina Massironi. Da giovedì 3 all’Ambra Jovinelli di Roma.

Un Avaro in noir