Babilonia Teatri, "Jesus"

Una settimana all’insegna del “tanta roba”

Il denso cartellone del festival “Vie” di Modena e quello di Romaeuropa attirano l’attenzione con le loro proposte. Ma Incuriosce anche il Falstaff di De Rosa con Giuseppe Battiston a Torino e l’approdo a Milano del “Dolore sotto chiave” di Eduardo, nell’allestimento di Teatri UnitiRenato Palazzi


Si è aperta con una serie di laboratori la decima edizione del festival Vie di Modena, un osservatorio sempre importante sulle esperienze della scena contemporanea, anche stavolta ricco di proposte di livello internazionale.  Da vedere, fra gli altri titoli in programma, la prima nazionale del Jesus dei Babilonia Teatri in versione compiuta (sabato 11 e domenica 12, Teatro Fabbri di Vignola), Le amanti di Elfride Jelinek nella particolare messinscena del Teatrino Giullare (11 e 12, Casalecchio di Reno), You are my destiny (Lo stupro di Lucrezia) di Angélica Liddell (16 e 17, Teatro Storchi di Modena).
Da segnalare inoltre, nelle sere successive,  Coup fatal di Alain Platel (18 e 19, Arena del Sole di Bologna), Macbeth su Macbeth su Macbeth di Chiara Guidi (18 e 19, Teatro Fabbri di Vignola), Dolce vita_ Archeologia della passione di Virgilio Sieni (19, Teatro Comunale di Modena), la novità del Teatro delle Albe, Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi (24 e 25, Teatro Herberia di Rubiera), Red Forest del Belarus Free Theatre (24 e 25, Teatro Fabbri di Vignola), La notte di Pippo Delbono, da La notte poco prima delle foreste di Koltès (25, Teatro Storchi di Modena).

Anche il festival Romaeuropa accoglie la spagnola Angélica Liddell,  autrice, interprete e regista di un teatro dalla convulsa fisicità, uno dei talenti più forti e trasgressivi di questi anni. Con la sua compagnia Atra Bilis, la Liddell presenta Tandy, una creazione  ispirata a un racconto di Sherwood Anderson su una bambina solitaria e malinconica che si attribuisce questo nome dopo averlo udito nella profezia di uno straniero, con una scelta che influenzerà la sua vita. Lo spettacolo è in scena venerdì 10 e sabato 11  al Teatro Argentina di Roma.

Dolore sotto chiave è un atto unico poco noto di Eduardo, basato sul paradossale caso di un uomo a cui viene nascosta la morte della moglie per non dargli dolore, mentre egli non aspettava altro che di liberarsene. Nella messinscena dei Teatri Uniti, firmata da Francesco Saponaro nel trentennale della scomparsa dell’autore, è accostato a un altro breve testo di Eduardo, Pericolosamente, con un prologo dalla novella I Pensionati della memoria di Pirandello. Lo spettacolo, in programma da venerdì 10 al Teatro Studio di Milano, ha avuto un percorso travagliato, che all’inizio prevedeva la presenza in scena del duo Carullo-Minasi, coppia emergente del nuovo teatro, sostituiti poco prima del debutto.

Nel 2012 avevano realizzato insieme un discusso Macbeth in chiave horror. Ora Giuseppe Battiston e Andrea De Rosa tornano a incontrarsi per proporre uno spettacolo – complice forse la stazza dell’attore, e la sua rassomiglianza con alcuni storici interpreti del personaggio, da Tino Buazzelli a Orson Welles – dedicato a Falstaff. Il testo, che nasce da una drammaturgia originale del regista e della traduttrice Nadia Fusini, attinge soprattutto a due opere shakespeariane, Enrico IV ed Enrico V. La “prima” martedì 14 al Teatro Carignano di Torino.

Una settimana all’insegna del “tanta roba”

 

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