Animali notturni

L’amaro testo di Juan Mayorga in scena a Napoli per la regia di Carlo Cerciello. A Parma il singolare ciclo di letture scespiriane affidate a diversi attori. Ancora Shakespeare a Roma, dove Graziano Piazza si “misura” con “Misura x misura”. Il nuovo lavoro dei Babilonia Teatri “Purgatorio” è in scena a Reggio Emilia. Infine a Milano da seguire “La beatitudine” di Fibre parallele e “Karmafulminien. Figli di puttini” del giovane gruppo Generazione DisagioRenato Palazzi

Animali notturni (foto) è un amaro testo di Juan Mayorga che tratta il tema dell’immigrazione clandestina in una chiave particolare: al centro dell’azione c’è infatti un mediocre impiegato il quale, scoperto che l’intellettuale suo vicino di casa non ha permesso di soggiorno, lo ricatta per averne non soldi o sesso ma quell’amicizia che egli non sa conquistarsi da sé. Lo spettacolo di Carlo Cerciello, che ha debuttato al Napoli Teatro Festival, pone in luce un panorama di solitudine urbana, grazie anche alla bella scena di Roberto Crea, un modellino di città che invade tutta la ribalta. Fino a domenica 11, al Teatro Elicantropo di Napoli.

Comincia venerdì 2, e si protrarrà fino al 22 dicembre al Teatro Due di Parma, un singolare ciclo di letture basate sugli Shakespeare’s Tales, i venti racconti – inizialmente destinati a un pubblico di giovanissimi – che i fratelli Charles e Mary Lamb hanno pubblicato nel 1807 riscrivendo e adattando altrettanti drammi del Bardo. Ogni racconto sarà affidato a un attore diverso, mescolando la riscrittura col testo originale. A iniziare sono Maria Paiato e Max Malatesta che leggono rispettivamente La tempesta e Otello, poi lunedì 5 Manuela Mandracchia con Molto rumore per nulla e Paolo Serra col Mercante di Venezia.

Graziano Piazza è un bravo attore che, nella sua carriera, ha recitato fra l’altro con Peter Stein, con Ronconi, con Castri, affrontando sempre ruoli impegnativi. Da venerdì 2 presenta al Teatro India di Roma misura x misura, una messinscena del testo shakespeariano di cui cura la traduzione, l’adattamento e la regia: l’ambiguo «esperimento antropologico» di un sovrano che, ceduto il governo a un sostituto, finge di partire per spiare di nascosto le ipocrisie e le debolezze dei sudditi, in primo luogo di colui al quale ha affidato il potere, viene calata in un oggi moralmente degradato, evidenziando soprattutto il dualismo tra vizio e libertà.

Il Purgatorio dei Babilonia Teatri parte, in un certo senso, da Dante ma non ha nulla a che fare con la Divina commedia: come nel loro Pinocchio, sul palco non ci sono interpreti professionisti, ma cinque attori disabili della compagnia ZeroFavole, affiancati da Enrico Castellani, autore e regista del progetto con Valeria Raimondi. Il tema del peccato e dell’espiazione entra di sfuggita in un copione che sembra svariare liberamente fra molti altri argomenti, sempre inquadrati, però, dal peculiare punto di vista di questi insoliti protagonisti. La prima nazionale martedì 6 e mercoledì 7 al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia.

Sempre martedì 6, al Teatro Franco Parenti di Milano, arriva La beatitudine della compagnia Fibre Parallele, testo di Riccardo Spagnulo, regia e spazio scenico di Licia Lanera, che è anche fra gli interpreti: uno spettacolo sospeso tra realtà e finzione, che affonda la sua trama in dolorose zone autobiografiche. Nella stessa sera l’Elfo Puccini propone Karmafulminien. Figli di puttini di Generazione Disagio, un giovane gruppo che esprime con graffiante ironia gli sbandamenti esistenziali dei propri coetanei: questa sua opera seconda è incentrata su tre emblematici angeli del nostro tempo, cinici, frustrati, nostalgici dei fasti del passato.

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