Amori, guerre e bugie

“Leonce e Lena” di Büchner, regia di Cesare Lievi, a Torino. La prima parte di “Afghanistan. Il grande gioco” nell’edizione italiana del Teatro dell’Elfo e il nuovo “Pinocchio” di Latella a Milano. Ancora a Milano, “L’apparenza inganna” di Bernhard, nell’allestimento di Roberto TrifiròRenato Palazzi


Cesare Lievi, grande conoscitore del teatro tedesco, firma in veste di regista e traduttore una nuova messinscena di Leonce e Lena, l’ambigua commedia di Georg Büchner: questa fiaba malinconica in cui un principe e una principessa fuggono dalle rispettive case per evitare le nozze imposte loro dai genitori senza che si siano mai visti, e incontrandosi per caso si innamorano perdutamente l’uno dell’altra, diventa l’inquieta metafora di un impossibilità di sottrarsi al proprio destino. Lo spettacolo, prodotto dalla fondazione TPE, è in programma da venerdì 13 al Teatro Astra di Torino, protagonisti Lorenzo Gleijeses e Maria Alberta Navello (foto).

Il Tricycle Theatre di Londra è un centro specializzato in teatro politico che nel 2009 ha conquistato un clamoroso successo con un gigantesco affresco dedicato all’Afghanistan, un paese che occupa da sempre una posizione strategica nel panorama mondiale: un’epopea in tredici tappe, affidate ad altrettanti autori diversi, in cui – fra intrighi, rivolte, emiri e talebani – si ripercorre la storia di questa terra dal 1842 a oggi. La versione italiana del progetto viene ora affrontata, in due puntate, da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani. La prima parte debutta martedì 17 all’Elfo Puccini di Milano, la seconda è prevista per la prossima stagione.

È un momento di rinnovata attenzione sulle opere di Thomas Bernhard: dopo la raffinata messinscena di Prima della pensione da parte della compagnia Le belle bandiere, e mentre Roberto Herlitzka dà voce al suo Minetti, Roberto Trifirò si misura all’Out Off di Milano con L’apparenza inganna, lo stesso testo riportato felicemente alla ribalta l’anno scorso da Federico Tiezzi: è un’acre e straziante schermaglia verbale tra due fratelli artisti, un giocoliere del varietà è un attore classico, che si incontrano due volte la settimana a casa ora dell’uno, ora dell’altro, perdendosi in ossessivi sproloqui che ne mascherano le rispettive solitudini, le frustrazioni, forse un comune legame con la stessa donna.

Chi conosce il lavoro di Antonio Latella può bene immaginare che il suo Pinocchio, in scena da giovedì 19 al Teatro Strehler – il primo spettacolo da lui realizzato per il Piccolo di Milano – non avrà davvero nulla di infantile: il libro di Collodi, su cui nel tempo si è depositata una stratificazione delle più varie simbologie, viene riletto dal regista con uno sguardo ferocemente personale, dove le menzogne del “burattino” rispecchiano quelle del mondo adulto, e il naso che si allunga è anche un riflesso della fame. Protagonista è Christian La Rosa, uno dei giovani attori di Santa estasi, la straordinaria maratona di Latella sulle vicende degli Atridi.

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