Un Macbeth palermitano

Vincenzo Pirrotta ha adattato la vicenda scespiriana ai riti arcaici della terra siciliana. In scena a Palermo. A Torino i neo-punk inglesi The Tiger Lillies affrontano invece “Amleto” tra varietà, cabaret gitano e circo contemporaneo. La “Fedra” di Seneca, per la regia di Andrea De Rosa e un cast eccellente è a Milano. Quindici anni dopo Nanni Garella torna a lavorare sul testo incompiuto di Pirandello, “Fantasmi”, che coniugava teatro e disagio psichiatrico. In scena a Bologna. Approda infine a Roma “Rivelazione” degli Anagoor, spettacolo che li fece conoscere otto anni faRenato Palazzi


Affonda le radici nell’antropologia siciliana il Macbeth che Vincenzo Pirrotta (foto) propone da venerdì 10 al Teatro Biondo di Palermo: l’attore-regista, che si avvale della traduzione di Carmelo Rapisarda, è partito da uno studio sui riti arcaici del Sud e sulle maghe e le fattucchiere della sua terra per realizzare questo adattamento, parzialmente dialettale, che si apre con una danza macabra, una sorta di messa nera officiata dalle streghe, e ripercorre la vicenda shakespeariana come il risultato di una magarìa, di un maligno incantamento che si attacca ai protagonisti e non potrà essere mai più disciolto se non con la loro morte.

Rivelazione è un bellissimo spettacolo realizzato nel 2009 dagli Anagoor, ancora quasi ai primi passi, e dedicato all’arte misteriosa di Giorgione, il pittore – originario, come la compagnia, di Castelfranco Veneto – che tanto ha influenzato la loro formazione culturale. Scritto con Laura Curino, il testo si articola in sette “meditazioni”, dedicate ciascuna a un tema diverso, il silenzio, la natura umana, il desiderio, la giustizia, la battaglia, il diluvio, il tempo, e recitate con penetrante intensità da Marco Menegoni, davanti a due schermi che mostrano immagini dei dipinti ai quali si riferiscono. Da martedì 14 al Teatro India di Roma.

Fantasmi è un racconto incompiuto di Pirandello che, di fatto, anticipa il primo atto dei Giganti della montagna. Una quindicina d’anni fa Nanni Garella ne aveva ricavato uno spettacolo coi pazienti psichiatrici della compagnia Arte e Salute di Bologna: loro interpretavano i pittoreschi abitanti di Villa della Scalogna, mentre i teatranti girovaghi della compagnia della Contessa erano affidati ad attori professionisti. Il regista è tornato ora a lavorare su quello stesso suggestivo materiale, che allora aveva imposto questa sua esperienza artistico-terapeutica all’attenzione nazionale: il nuovo spettacolo debutta martedì 14 all’Arena del Sole di Bologna.

La Fedra di Seneca è una tragedia delle passioni ossessive, degli impulsi incontrollabili, i cui personaggi sono come spinti da forze oscure dell’inconscio, dilaniati da sensi di colpa e contraddizioni. La bella regia di Andrea De Rosa colloca l’azione ai lati e all’interno di un grande cubo di vetro, gabbia mentale, spazio dei tradimenti e degli atti sanguinosi, un po’ cella di manicomio dalle pareti imbottite, un po’ palazzo del potere. Lo spettacolo, sostenuto da una compagnia di alto livello, con la bravissima Laura Marinoni, Luca Lazzareschi, Fabrizio Falco e Anna Coppola nei panni di una singolare Afrodite che ispira e dirige l’intera azione, è da martedì 14 al Teatro Grassi di Milano.

Giovedì 16, al Teatro Carignano di Torino, approda un Amleto bizzarro e irriverente affrontato dagli attori-musicisti di The Tiger Lillies, una compagnia inglese di giullari neo-punk, ex-artisti di strada. Il dramma shakespeariano viene rivisitato in uno stile composito a metà fra il cabaret gitano, il varietà, il circo contemporaneo, con video-proiezioni e abbondanza di riferimenti brechtiani: un incontro fra il principe di Danimarca e il fantasma scurrile di Meckie Messer, viene definita da loro questa insolita messinscena che, secondo consuetudine, trasformano in una truculenta storia di sesso, di follia, di assassini.

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