Santarcangelo: comincia una nuova Eva

Eva Neklyaeva, affiancata dalla co-curatrice Lisa Gilardino, firma la sua prima direzione del festival romagnolo, posta sul confine fra danza, performance, arti visive. Umberto Orsini ha aperto con una lettura del “Grande inquisitore” il festival “Tra Sacro e Sacromonte”, ambientato in cima al Sacro Monte di Varese. “Territori da cucire” e la proposta del Teatro delle Ariette per i comuni della Valsamoggia. Pergine Spettacolo Aperto è dedicato quest’anno al tema dell’identità di genereRenato Palazzi


Umberto Orsini, con una lettura del Grande inquisitore dai Fratelli Karamazov di Dostoevskij, ha aperto giovedì 6 il festival “Tra Sacro e Sacromonte”, ambientato nel suggestivo scenario della Terrazza del Mosè, in cima al Sacro Monte di Varese: fra le proposte in programma, Elisabetta Pozzi con l’Interrogatorio a Maria di Testori (martedì 11), Arianna Scommegna che affronta il Magnificat di Alda Merini (giovedì 13), Intorno a Ifigenia, liberata, l’importante spettacolo di Carmelo Rifici sulla drammaturgia dello stesso regista e di Angela Dematté (martedì 18), Maryam di Luca Doninelli con Ermanna Montanari (giovedì 20).

Si intitola Stranieri ovvero Da vicino nessuno è locale la terza edizione di “Territori da cucire”, il progetto di coinvolgimento del territorio organizzato dal teatro delle Ariette nei comuni della Valsamoggia, e incentrato quest’anno sul tema dell’appartenenza, dell’identificazione o meno coi luoghi in cui si è nati o si è arrivati da fuori. Io, il couscous e Albert Camus è lo spettacolo di Paola Berselli e Stefano Pasquini che in queste sere viene presentato nelle piazze della zona (prossime date, il 14 a Crespellano, il 18 a Castello di Serravalle, il 2 agosto a Bazzano). Alla fine couscous per tutti e discussione sul significato della parola straniero.

Venerdì 7 si apre il festival Pergine Spettacolo Aperto, dedicato quest’anno al tema dell’identità di genere: fra i titoli più interessanti, Odiare Medea. Il sogno del patriarcato, uno studio teatrale di Giuliana Musso dal romanzo di Christa Wolf (7 luglio, Teatro Comunale), Male-Female / un gioco di ruolo per maschi e femmine del regista croato Boris Bakal, due performance parallele e interattive che coinvolgono insieme attori e spettatori (12 – 13, Palazzo Montel), Body Swap del gruppo Beanotherlab, che attraverso la realtà virtuale consente di sperimentare l’identificazione con un corpo altrui (7-15, Palazzi Hippoliti).

Comincia venerdì 7, e si protrarrà fino a domenica 16, la quarantasettesima edizione del Festival di Santarcangelo, che da quest’anno è affidato alla direzione artistica della bielorussa Eva Neklyaeva, affiancata dalla co-curatrice Lisa Gilardino, e cambia nome diventando un po’ più banalmente Santarcangelo Festival: è difficile orientarsi in un programma che non sembra offrire saldi punti di riferimento teatrali, ma si basa piuttosto su esperienze di confine fra danza, performance, arti visive. Credo che l’unico modo per farsi un’idea sia andare sul posto e vedere ciò che accade di momento in momento, bello o brutto che sia (nella foto, Olympic Games di Chiara Bersani e Marco D’Agostin).

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