Il maestro e Margherita

Interessante confronto a Genova fra teatro recitato e teatro-danza grazie alle compagnie del Teatro della Tosse con Balletto civile, insieme al lavoro sul celebre testo di Bulgakov. Curioso l’allestimento itinerante firmato da Giuseppe Emiliani de “La venexiana” nelle sale di un palazzo patrizio di Venezia durante il carnevale. Giunge a Milano dopo il debutto a Lugano “La bisbetica domata” diretta da Andrea Chiodi, con un cast interamente maschile in cui spicca nel ruolo eponimo Tindaro Granata. Da non perdere anche il pluripremiato “Un quaderno per l’inverno” di Armando Pirozzi, con la regia di Massimiliano CivicaRenato Palazzi

Nell’ambito di un interessante confronto fra teatro recitato e teatro-danza, le due compagnie del Teatro della Tosse di Genova e di Balletto Civile si uniscono in un progetto impegnativo, quello di portare alla ribalta – intrecciando i rispettivi linguaggi – un grande romanzo fra i più emblematici del Novecento, Il maestro e Margherita (foto) di Michail Bulgakov. Lo spettacolo, in programma al Teatro della Tosse da venerdì 2 febbraio, si avvale della regia a quattro mani dei responsabili delle due formhttp://www.teatrodellatosse.itazioni, Emanuele Conte e Michela Lucenti, con l’impianto scenografico del primo e le coreografie della seconda, che è anche interprete nel ruolo di Margherita, accanto ad altri undici attori, danzatori e musicisti.

Incuriosisce soprattutto per l’insolita collocazione La venexiana che lo Stabile del Veneto propone da venerdì 2 febbraio fra le manifestazioni del Carnevale di Venezia: questo capolavoro del teatro cinquecentesco, di autore ignoto, sulla competizione che si scatena fra due ardenti gentildonne veneziane – una giovane infelicemente sposata, e una più matura vedova – per contendersi i favori di un forestiero, Iulius, viene infatti realizzata dal regista Giuseppe Emiliani in un allestimento itinerante fra le sale del piano nobile di Palazzo Grignani, in quella stessa Venezia patrizia e notturna che fa da sfondo agli intrighi erotici della vicenda.

Dopo il debutto dello scorso dicembre al LAC di Lugano, arriva mercoledì 7 al Teatro Carcano di Milano – che la coproduce – La bisbetica domata nella messinscena di Andrea Chiodi, con soli attori di sesso maschile. La sua regia, che punta molto sul tema dell’identità, fra personaggi vestiti tutti uguali, è raffinata come quella della Locandiera da lui firmata nella scorsa stagione, i giovani protagonisti, Tindaro Granata, Angelo Di Genio, Christian La Rosa, tutti strapremiati in questi anni, sono bravissimi: fra loro, ovviamente, spicca il primo, magistrale nel ruolo di Caterina, ormai uno degli artisti più apprezzati del nostro teatro, che – in un raro fenomeno di popolarità personale – vanta schiere di fans in tutta Italia.

Da non perdere, da giovedì 8 alla Sala Fontana di Milano, Un quaderno per l’inverno di Massimiliano Civica, premio Ubu come spettacolo dell’anno, mentre il testo di Armando Pirozzi ha vinto quello per la drammaturgia. Testo e regia, d’altronde, si fondono alla perfezione in un gioiello di grazia e delicatezza, basato sull’incontro notturno fra un docente di letteratura derubato del quaderno che raccoglieva le sue poesie, e il ladro che ne pretende un’altra per cercare di salvare la moglie malata, a cui quei versi erano tanto piaciuti. Paradossalmente, in questa trama minimalista ma densa di spunti di riflessione, ottimamente interpretata da Luca Zacchini e Alberto Astorri, è il ladro a credere nel valore salvifico della parola, mentre l’intellettuale appare stanco e sfiduciato.

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