Le recensioni di Maria Grazia Gregori

Fine pena: ora

Adattato per il teatro da Paolo Giordano a partire dal libro di Elvio Fassone, lo spettacolo appassionatamente diretto da Mauro Avogadro racconta il farsi di un rapporto prima epistolare e poi intensamente umano fra un mafioso condannato all’ergastolo e il suo giudice. Bravissimo Paolo Pierobon nei panni del carcerato, misurato Sergio Leone in quelli del magistratoMaria Grazia Gregori

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Il giardino dei ciliegi

Il regista Lev Dodin sa regalare emozioni nuove nonostante la classicità raggiunta dal testo di Cechov. Lo fa con scelte azzeccate e libere ma senza eccessi, che assecondano l’idea che Cechov stesso aveva del suo teatro: un vaudeville né da ridere né sguaiato, che spinge però a uscire dalle regole – Maria Grazia Grego Per saperne di più

Enrico IV

Scritto da Pirandello per Ruggero Ruggeri, “Enrico IV” è fatto proprio da par suo da Carlo Cecchi in veste di regista e attore. Ciò grazie al suo innegabile carisma, a un raffinato gioco scenico di teatro nel teatro, all’uso di una lingua più contemporanea che non teme anche di sovvertire (amorosamente?) il classico pirandelliano – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Una Confirmation per Jacopo Gassmann

Che il palcoscenico fosse il luogo di Jacopo Gassmann si era capito fin dai suoi precedenti esordi alla regia. Ma nel testo dell’inglese Chris Thorpe, autore di un teatro eminentemente di parola, la direzione del più giovane della schiatta del grande Vittorio è apparsa illuminante e sorprendente – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Uomini e no

Michele Santeramo e il regista Carmelo Rifici hanno ricomposto il romanzo resistenziale di Elio Vittorini attorno ad alcuni nodi drammaturgici e alla presenza-guida della città di Milano. Appassionata e niente affatto intimista la recitazione dei giovani attori neodiplomati. Un tram diviso in due azzeccata trovata scenica – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Atti osceni. La recensione

Il teatro dell’Elfo con lo spettacolo diretto da Ferdinando Bruni e Francesco Frongia riporta alla nostra attenzione i processi per omosessualità subiti da Oscar Wilde nell’Inghilterra vittoriana facendo proprio il testo dello statunitense Moises Kaufman. Appassionata e totale l’adesione degli attori, con Giovanni Franzoni nel ruolo del protagonista – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Applausi per Emilia

Strappa applausi la prova di Giulia Lazzarini nella pièce scritta e diretta da Claudio Tolcachir, ben coadiuvata in questa versione tutta italiana della caustica commedia che gioca su più piani: finto realismo, teatro dell’assurdo e un profondo gusto di ribaltare il quotidiano trasformandolo in grottesco – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Disgraced (dis-crimini)

Scritta dal premio Pulitzer Ayad Akhtar, la pièce è stata curiosamente presentata contemporaneamente in Italia da due diversi cast. In quello diretto da Martin Kušej, spicca uno stellare Paolo Pierobon, in ottima compagnia – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

50 grades of shame e Ifigenia in Cardiff

Visti entrambi al Festival delle Colline Torinesi, lo spettacolo del collettivo tedesco She She Pop e ilmonologo diretto da Valter Malosti con una bravissima Roberta Caronia sono tra le proposte più intriganti a cui abbiamo assistito – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Per Thomas Ostermeier Riccardo III è uno di noi

Dopo tanti illustri interpreti e registi, il quarantanovenne direttore della Schaubühne di Berlino ha portato a Milano la sua versione della tragedia scespiriana, affidata a Lars Eidinger. Tionfale esito di pubblico: la violenza è contemporanea anzi addirittura iperrealistica, ma l’impianto dello spettacolo è un’evidente, azzeccata elaborazione della scena elisabettiana – Maria Grazia Gregori Per saperne di più