Tag Archives: maria grazia gregori

Masculu e Fìammina

Solo in scena come nei delicati monologhi in cui raccontava la femminilità calabrese violata, Saverio La Ruina veste i panni di un omosessuale del sud che si racconta davanti alla tomba della madre morta. Coraggioso, ironico e commuovente, imprime un segno forte alla pièce grazie a una gestualità mai retorica, a una sicurezza senza sicumera, a una sorvegliata sensibilità, a un sentimento così poco esibito da sembrare vero – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

L’eclisse

Una madre che non vuole esserlo e una figlia che non vorrebbe occuparsene. La regia di Francesco Frongia arricchisce di squarci improvvisi e tenebrosi il testo di Joyce Carol Oates. Perfettamente adattate ai rispettivi ruoli antitetici di madre e figlia Ida Marinelli ed Elena Ghiaurov – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Dialoghi degli dei

Sotto l’apparente gioco, lo spettacolo di Massimiliano Civica e dei Sacchi di sabbia visto a Milano per “Stanze” è una critica piena di ironia al nozionismo, alle inestirpabili “preferenze” degli insegnati verso i loro prediletti – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Il trentesimo anno

La pièce tratta da una novella di Ingeborg Bachmann è una storia di formazione spigolosa e per certi aspetti spiazzante alla quale Sonia Bergamasco, con un’interpretazione notevole, offre la sua sensibilità, la sua intelligenza, il suo sapersi inerpicare sui sentieri difficili del recitarcantando – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Lui e Lei in Purgatorio

Una regia profonda, quella di Carmelo Rifici, e due attori che ci mettono intelligenza e sangue come Laura Marinoni e Danilo Nigrelli. Sono questi gli ingredienti della “Medea” sudamericana descritta da Ariel Dorfman in “Purgatorio” – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Otello nero a metà

Non è tonitruante o nerissimo come in altre celebri edizioni il Moro di Elio De Capitani per il Teatro dell’Elfo. La traduzione di Ferdinando Bruni mescola il colto al basso, la poesia alla prosa, anche quotidiana, componendo come una sonata di fantasmi, scandita dal suono lamentoso di una ghironda – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Ragazzi di vita

Massimo Popolizio, con la drammaturgia di Emanuele Trevi, dirige il nuovo allestimento tratto dal primo romanzo di Pier Paolo Pasolini. Uno spettacolo ironico, sfrontato, crudele, struggente, amoroso, con una banda di giovani interpreti alla ribalta – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Il giardino dei ciliegi

La versione italiana del testo celeberrimo di Cechov con la regia di Valter Malosti, in scena a Torino, risente di un fraintendimento di fondo sul tema del “vaudeville”, andando in più direzioni senza sceglierne una definitiva – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Caro Dario, buona quinta età

Sembrava impossibile per Dario Fo l’invecchiare. Dario è sempre stato dilagante, pieno di energia, un inquieto punto di domanda aperto a tutto. Pochi come lui, del resto, hanno saputo “esserci” con il pubblico, con la parola, con il corpo, con la risata, la canzone beffarda e lo sfottò. La vita come palscoscenico e il palcoscenico come la vita. Lui e Franca, sempre insieme. Insieme per sempre Per saperne di più

La memoria che vedi

Dopo aver esplorato luoghi spesso privati, segreti o dimenticati di Milano, la rassegna “Stanze” prende a frequentare i luoghi della memoria. A partire da quelli di un pittore, Tommaso Guarino, che ha aperto la sua casa e i suoi ricordi a Tindaro Granata – Maria Grazia Gregori Per saperne di più