Tag Archives: she she pop

50 grades of shame e Ifigenia in Cardiff

Visti entrambi al Festival delle Colline Torinesi, lo spettacolo del collettivo tedesco She She Pop e il monologo diretto da Valter Malosti con una bravissima Roberta Caronia sono tra le proposte più intriganti a cui abbiamo assistitoMaria Grazia Gregori

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I Post di Renato Palazzi. 7

Shakespeare. Know well

In cui si ricorda con affetto la figura di Augusto Bianchi Rizzi, si parla (bene) di questa estate teatrale e si rende il (giusto) omaggio ai “militi ignoti” dei festival. I Post riprendono fra poche settimane – Renato Palazzi Per saperne di più

I post di Renato Palazzi

She She Pop, "Testament"

Secondo appuntamento settimanale con la nuova rubrica di notizie brevi segnalazioni, curiosità teatrali curata da Renato Palazzi. Questa settimana si parla di nostalgia dell’autore, il ruolo di un grande innovatore come Antonio Latella, la “passione” di Massimo Paganelli per la sua prediletta creatura “Inequilibrio” e una domanda delle centro pistole… Provate voi a rispondere! Per saperne di più

“Testament” e “Ma”, due gemme sulle Colline Torinesi

Testament, She She Pop

La pièce delle berlinesi She She Pop e il nuovo lavoro di Latella su Pasolini sono gli spettacoli più importanti e più belli visti nell’edizione del ventennale – Maria Grazia Gregori Per saperne di più

Perturbazioni da nord e da sud nell’estate dei festival

Nemico pubblico

Il Napoli Teatro Festival ospita Thomas Ostermeir, Alfredo Arias e La Fura dels Baus. Le Colline Torinesi rispondono con il collettivo berlinese She She Pop, il duo libanese Mroué-Saneh e Antonio Latella. Da seguire sull’Appennino Tosco-Emiliano il percorso della compagnia Archivio Zeta nel “Pilade” di Pasolini e “La bottega del caffè” di Goldoni a Milano, diretto da Maurizio Scaparro – Renato Palazzi Per saperne di più

Estate dei festival, inverno dei teatri

Che fine hanno fatto le She She Pop e Nico and the Navigator? Perché di tanti meravigliosi spettacoli visti durante i festival estivi poi si perde completamente traccia? Ha ancora senso per un critico di professione andare a vedere capolavori destinati a essere espunti dai cartelloni ufficiali e visti solo da una ristretta minoranza? – Renato Palazzi Continua a leggere…